PENSIONI CARABINIERI | AGGIORNAMENTO 2026
Pensioni dei Carabinieri 2027-2028: la circolare PERSOMIL fa
chiarezza sui nuovi requisiti per lasciare il servizio
Dopo mesi di attesa e incertezza, la circolare PERSOMIL chiarisce finalmente i requisiti pensionistici per il biennio 2027-2028. Per i carabinieri e tutto il personale della Difesa, età minime e contributi salgono ancora: ecco cosa cambia davvero e da quando.
C'è una data cerchiata in rosso nei calendari di molti soldati, carabinieri, marinai e aviatori: il 1° gennaio 2027. Da quel giorno, chi vuole lasciare il servizio permanente e andare in pensione dovrà fare i conti con requisiti più severi. Non è una sorpresa — il meccanismo dell'adeguamento alla speranza di vita va avanti da anni — ma ogni aggiornamento porta con sé numeri concreti che incidono sulla vita di migliaia di persone e delle loro famiglie.
La Direzione Generale per il Personale Militare — PERSOMIL — ha pubblicato una circolare che traduce in termini operativi quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025). Il risultato: per il biennio 2027-2028, l'asticella si alza ancora.
AGGIORNAMENTO — In continuità con quanto già pubblicato
All'inizio di quest'anno avevamo già affrontato il tema, analizzando la circolare INPS n. 18 del 16 marzo 2026, che aveva segnato un primo giro di vite sull'età pensionabile nel comparto sicurezza e difesa. In quell'articolo avevamo spiegato, con un esempio concreto, come un carabiniere che aveva programmato la propria uscita per il giugno 2026 si fosse ritrovato costretto a slittare di alcuni mesi a causa del ricalcolo dell'aspettativa di vita. Un campanello d'allarme che in molti avevano colto, ma che restava circoscritto al breve periodo.
Ora il quadro si fa più strutturale. La nuova circolare PERSOMIL non si limita a recepire un adeguamento puntuale: fissa i requisiti per un intero biennio — il 2027-2028 — e introduce meccanismi di incremento progressivo che proietteranno i loro effetti ben oltre quella data. Non si tratta più di qualche mese in più da aspettare: è una riorganizzazione del sistema che tocca tutta la carriera di chi serve in divisa. Per questo torniamo sull'argomento, con numeri aggiornati e un quadro molto più ampio.
Pensione anticipata dal 2027: tre strade, tutte più lunghe
Per accedere alla pensione anticipata — quella che scatta prima di raggiungere il limite d'età del proprio grado — esistono tre percorsi. Dal 1° gennaio 2027 cambiano tutti e tre.
Il primo percorso richiede almeno 35 anni di contributi e un'età di 58 anni e 1 mese. Chi soddisfa questi requisiti dovrà poi attendere 12 mesi di finestra mobile prima di ricevere il primo assegno.
Il secondo percorso non pone limiti di età: bastano 41 anni e 1 mese di contributi. Ma la finestra d'attesa è più lunga: 12 mesi standard più altri 3, per un totale di 15 mesi prima dell'effettiva erogazione della pensione.
Il terzo percorso riguarda chi ha già raggiunto entro il 31 dicembre 2011 l'aliquota massima dell'80% di rendimento pensionistico. Per loro il requisito è un'età di almeno 54 anni e 1 mese, con i consueti 12 mesi di finestra mobile.
E nel 2028 si alza ancora
Un anno dopo, le soglie salgono di altri due mesi. Dal 1° gennaio 2028 il primo percorso richiede sempre i 35 anni contributivi, ma l'età sale a 58 anni e 3 mesi. Il secondo percorso richiede 41 anni e 3 mesi di contributi. Il terzo fissa l'età a 54 anni e 3 mesi. Le finestre mobili rimangono invariate rispetto al 2027.
Sembrano pochi mesi in più, ma nella pratica — per chi ha già pianificato la propria uscita dal servizio — possono significare dover rivedere completamente i piani personali e familiari.
Pensione di vecchiaia: cosa cambia per chi arriva al limite d'età
Non solo i pensionamenti anticipati: la circolare interviene anche sulla pensione di vecchiaia, quella legata al limite d'età specifico per il proprio grado o qualifica. Anche qui le regole cambiano.
Dal 1° gennaio 2027, al limite ordinamentale si aggiunge 1 mese in più rispetto a quanto previsto nel biennio precedente, per un totale di 13 mesi aggiuntivi rispetto al limite base. Dal 1° gennaio 2028 l'incremento sale a 3 mesi, portando il totale a 15 mesi in più rispetto al limite ordinamentale.
Anche in questo caso restano in vigore le finestre mobili previste dal decreto-legge 78/2010: il raggiungimento del requisito non coincide automaticamente con la ricezione dell'assegno.
Il decreto che ancora non c'è: le professionalità speciali aspettano
C'è un elemento che tiene aperta una finestra di speranza per alcune categorie. La Legge di Bilancio 2026, al comma 181, prevede l'emanazione di un DPCM — un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri — che dovrà stabilire per quali professionalità specifiche l'incremento aggiuntivo dei requisiti potrà non applicarsi, o applicarsi solo in parte.
In pratica, il legislatore ha riconosciuto che non tutte le divise pesano allo stesso modo: chi opera in contesti di rischio elevato, in ruoli ad alta usura fisica, o in impieghi operativi particolari potrebbe ottenere un trattamento diverso. Ma questo decreto — atteso e fondamentale — non è ancora stato emanato. Nel frattempo, le norme generali si applicano a tutti.
Un incremento aggiuntivo dal 2028: il caso delle Forze Armate e dei Carabinieri
La Legge di Bilancio 2026 introduce per Forze Armate e Arma dei Carabinieri un meccanismo di incremento aggiuntivo, che si somma a quello già previsto per la generalità dei lavoratori. Lo schema è graduale: 1 mese in più nel 2028, un ulteriore mese nel 2029, e ancora un mese dal 2030 in poi.
Questo incremento specifico per il comparto difesa e sicurezza si aggiunge — non sostituisce — alle regole generali sull'adeguamento alla speranza di vita. Significa che, guardando al futuro, il personale militare potrebbe trovarsi con requisiti ancora più stringenti rispetto ad altre categorie di lavoratori.
Anche gli Ufficiali in aspettativa: nessuno escluso
La circolare chiarisce un punto che potrebbe sfuggire: le nuove regole si applicano anche agli Ufficiali collocati in aspettativa per riduzione di quadri, ai sensi dell'articolo 909 del Codice dell'Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010). Chi chiede di cessare dal servizio dopo questo collocamento deve comunque soddisfare i requisiti previsti per il biennio 2027-2028.
Cosa fare ora: pianificare prima possibile
Per chi si avvicina alla soglia pensionistica, il consiglio pratico è uno solo: verificare subito la propria posizione contributiva e anagrafica alla luce dei nuovi requisiti. La differenza tra maturare il diritto entro il 31 dicembre 2026 o nel 2027 può tradursi in mesi di attesa in più, con tutto ciò che comporta per la pianificazione familiare.
Il sistema pensionistico militare è complesso e le variabili in gioco — dall'anzianità contributiva all'età, dalle finestre mobili agli incrementi aggiuntivi — si intrecciano in modi che non sempre sono intuitivi. Rivolgersi al proprio ufficio amministrativo di appartenenza, o a un patronato specializzato nel comparto Difesa e Sicurezza, rimane la strada più sicura per avere una fotografia precisa della propria situazione.
IN SINTESI — I nuovi requisiti per il 2027
Pensione anticipata (dal 1° gen. 2027):
- Canale 1: 35 anni contributi + 58 anni e 1 mese di età → finestra 12 mesi
- Canale 2: 41 anni e 1 mese contributi (senza limite età) → finestra 15 mesi
- Canale 3 (aliquota 80% al 31/12/2011): 54 anni e 1 mese di età → finestra 12 mesi
Pensione di vecchiaia (dal 1° gen. 2027):
Limite ordinamentale + 13 mesi (2027) / + 15 mesi (2028)
Fonti:
Circolare PERSOMIL — Ministero della Difesa, Direzione Generale per il Personale Militare
Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 180, 181, 185-190
Decreto direttoriale MEF-Lavoro del 19 dicembre 2025
Circolare INPS n. 18 del 16 marzo 2026