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Aggredito e rapinato sotto casa: arrestato un algerino

Genova. Decisiva l’indagine dei Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso.

Una violenta aggressione sotto casa, il timore di aver perso per sempre un ricordo dal valore affettivo inestimabile e, a distanza di poche settimane, l’arresto del presunto responsabile grazie a un’indagine rapida, accurata e meticolosa condotta dai Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso.

Nella mattinata odierna i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, Matteo Buffoni, nei confronti di un ventunenne di nazionalità algerina, gravemente indiziato dei reati di rapina e lesioni personali.

Il provvedimento cautelare rappresenta il risultato di un’articolata ed immediata attività investigativa sviluppata dai Carabinieri subito dopo i fatti avvenuti la sera dell’8 giugno nel quartiere di San Fruttuoso, dei quali sono stato vittima. Si precisa che l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Erano circa le 22 quando stavo rientrando a casa. Quella che sembrava una normale serata si è trasformata in pochi istanti in un incubo.

Come ricostruito successivamente dai Carabinieri attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza, il presunto autore mi avrebbe individuato già mentre viaggiavo a bordo di un autobus, seguendomi poi dalla fermata fino a pochi metri dalla mia abitazione.

Una volta raggiuntomi alle spalle, avrebbe tentato di strapparmi la catenina d’oro che portavo al collo. Non era un semplice gioiello: ai ciondoli erano custodite le fedi nuziali dei miei genitori scomparsi, un ricordo dal valore affettivo inestimabile.

Non riuscendo immediatamente nel suo intento, avrebbe cercato anche di impossessarsi del mio portafoglio. Poi, con un atteggiamento quasi beffardo, si sarebbe allontanato fingendo che tutto fosse finito, arrivando perfino a chiedere scusa. Una finta tregua durata soltanto pochi secondi.

Improvvisamente sarebbe tornato all’attacco, spingendomi con violenza a terra. Nell’impatto ho battuto con forza la schiena, riportando lesioni e contusioni. Approfittando della mia caduta, si sarebbe impossessato della catenina d’oro, riuscendo a fuggire con il monile prima dell’arrivo dei soccorsi.

L’oggetto affettivo, purtroppo, non è mai stato recuperato ed è verosimile che sia finito nel circuito della ricettazione o disperso chissà dove.
L’intervento dei Carabinieri e dei soccorritori

Mi sono rialzato e ho immediatamente contattato il Numero Unico di Emergenza 112.

In pochi minuti sono arrivati i Carabinieri del Radiomobile e un equipaggio dell’OV Squadra Emergenze, che mi ha prestato le prime cure prima del trasporto in ambulanza all’Ospedale Policlinico San Martino.

La mia maggiore preoccupazione non erano tanto le ferite quanto il destino delle fedi dei miei genitori.

Grazie all’attenzione dei militari dell’Arma e dei soccorritori, i ciondoli sono stati ritrovati sotto un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze, probabilmente persi durante la fuga dal presunto rapinatore. Un ritrovamento che ha permesso di recuperare gli oggetti dal più alto valore affettivo, pur restando irrecuperabile la catenina d’oro della quale il giovane si sarebbe impossessato.

Dopo oltre dodici ore trascorse al Pronto Soccorso del San Martino sono stato dimesso con una prognosi di quindici giorni.
Le indagini avviate senza perdere tempo

Già la mattina successiva, mentre mi trovavo ancora al Pronto Soccorso, sono stato contattato dai Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso per una prima ricostruzione dei fatti.

Una volta dimesso mi sono recato direttamente in caserma per formalizzare la denuncia-querela.

Ad accogliermi è stato il Maresciallo Capo Luigi D’Errico, che ha raccolto ogni particolare relativo all’aggressione e alla descrizione del presunto autore, disponendo immediatamente gli approfondimenti investigativi.

Nel giro di poche ore sono state acquisite le immagini delle telecamere installate sull’autobus sul quale avevo viaggiato poco prima della rapina. Visionando quei filmati ho riconosciuto senza alcun dubbio la persona che mi aveva aggredito.

L’attività investigativa è poi proseguita con l’acquisizione e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza di “Città Sicura” presenti lungo il percorso compiuto dal giovane.

Il lavoro svolto dai Carabinieri ha consentito di ricostruire nel dettaglio i movimenti precedenti e successivi all’aggressione, documentando come il presunto autore avrebbe pedinato la vittima già a bordo del mezzo pubblico, seguendola fino all’abitazione prima di entrare in azione.

Gli elementi raccolti hanno consentito di identificare il ventunenne algerino, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti specifici e già detenuto presso il carcere di Marassi per altra causa.
La misura cautelare

Le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri sono state trasmesse alla Procura della Repubblica di Genova che ha richiesto l’applicazione della misura cautelare.

Il Giudice per le indagini preliminari Matteo Buffoni, ritenendo sussistenti i presupposti previsti dalla legge, in particolare il pericolo di fuga dell’indagato, non avendo fissa dimora, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita nella mattinata odierna dai Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso.

Naturalmente, come previsto dall’ordinamento italiano, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Professionalità e capacità investigativa

Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale il lavoro investigativo svolto quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri.

In un momento di forte difficoltà personale ho trovato militari preparati, disponibili e determinati ad accertare i fatti.

Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo al Maresciallo Capo Luigi D’Errico, che ha seguito personalmente le indagini sin dalle prime ore successive alla denuncia, coordinando una rapida acquisizione dei filmati di videosorveglianza e sviluppando un’attività investigativa precisa e scrupolosa che ha consentito di ricostruire l’intera dinamica dell’aggressione e di individuare il presunto responsabile.

L’arresto rappresenta il risultato di un lavoro svolto con professionalità, competenza e tempestività da parte dei Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso, ai quali va il mio più sincero ringraziamento.

Rimane il rammarico per una catenina d’oro dal valore affettivo incalcolabile che, purtroppo, non è mai stata recuperata. Ma resta anche la consapevolezza che la pronta risposta dello Stato, attraverso il lavoro dell’Arma dei Carabinieri e della magistratura, ha consentito di assicurare alla giustizia il presunto autore di una violenta rapina consumata sotto casa.

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