Aveva dato appuntamento agli anconetani ad assistere allo “show”. Solo la data era sbagliata: il 2 luglio. «Se siete interessati a un affare fatevi trovare in centro alla banca Intesa San Paolo, pioveranno molti soldi. Che la guerra contro lo Stato abbia inizio, assisterete a uno spettacolo inimmaginabile». Quando è stato arrestato nell’ottica, con sé aveva ancora un dipendente della banca, un 32enne che - nonostante lo choc - ha rifiutato il trasporto all’ospedale. Nei confronti del rapinatore, che vive in una casa in affitto, sono scattate due accuse: rapina aggravata e sequestro di persona. Ieri pomeriggio è stato portato a Montacuto in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip. Attualmente, si trovava in libertà vigilata dopo aver scontato una condanna a poco più di tre anni per una rapina avvenuta a Chiaravalle. Affetto da problemi psichiatrici e con una pericolosità sociale accertata, quando è stato fermato nel negozio di occhiali non ha opposto resistenza. I carabinieri, intervenuti in massa con gli uomini del Radiomobile e della stazione di via Piave, hanno recuperato il coltello e i soldi. Una scena, quella dell’arresto, avvenuta sotto gli occhi dei passanti e dei negozianti della principale via dello shopping.
È poco prima dell’una che il 39enne ha assaltato la banca. Volto scoperto e in completo estivo ramato, si è diretto verso una cassa sfoderando un coltello e puntandolo verso la gola di un dipendente: «Apri la cassaforte e dammi i soldi». Il primo tentativo di schiuderla è andata a vuoto, il secondo ha fatto centro. Via 6mila euro. Per guadagnarsi la fuga, il siciliano ha trascinato con sé due dipendenti: il 32enne un 52enne. Li ha portati fuori, facendogli attraversare corso Stamira e dirigendosi verso corso Garibaldi. Nel tragitto avrebbe anche provato ad aprire un paio di auto, probabilmente per scappare nel modo più veloce possibile. A seguire il terzetto ci sarebbe stato il direttore di banca, in costante contatto telefonico con gli operatori dell’Arma. Il 52enne è stato lasciato andare prima dell’ingresso da Salmoiraghi. Qui, il blitz dei carabinieri, le manette e la fine dell’incubo.