Tutti esperti e preparati, abitavano in Veneto. Il più giovane, Davide Bernardello, aveva 36 anni. Marco Piffari e Valerio Daprà ne avevano 56. Dolore e sconcerto nelle comunità dove vivevano
Abitavano tra Padova e provincia i tre carabinieri rimasti uccisi nell’esplosione di Castel d’Azzano.
Il più giovane, Davide Bernardello, aveva 36 anni ed era cresciuto ad Arsego, frazione di San Giorgio delle Pertiche. Il collega Valerio Daprà è stato anche lui vittima dell’esplosione.
Bernardello lascia la fidanzata, un fratello e i genitori. Nell’abitazione di famiglia in molti, militari, parenti e amici hanno voluto esprimere il proprio cordoglio. Tra loro anche Davide Canella, il sindaco del paese dell’Alta Padovana, coetaneo della vittima.
Erano originarie di Lombardia e Puglia le altre due vittime.
Valerio Daprà, 56 anni compiuti cinque giorni fa, nato a Brescia, era brigadiere capo del Nucleo Operativo di Padova. La famiglia, tra cui il padre 85enne, vive a Pavia. Lascia la compagna e un figlio di 26 anni.
La terza vittima è il luogotenente Marco Piffari, aveva 56 anni, comandante della squadra operativa di supporto del Battaglione di Mestre. Era nato a Taranto, anche se era cresciuto a Rezzato, in provincia di Brescia. Risiedeva da solo da oltre 25 anni nel Padovano, a Trebaseleghe, nella frazione di Sant’Ambrogio.
