Tavernola. Un militare si è tuffato ancora in divisa, ferendosi a una mano. La bagnante è stata rianimata con il defibrillatore della caserma e trasportata in elisoccorso alla Poliambulanza di Brescia
La divisa bagnata e ancora sporca di sabbia testimonia il gesto appena compiuto, capace di dare speranza a una 76enne che ha rischiato di annegare nel lago d'Iseo. La donna, residente a Tavernola, aveva deciso di trascorrere il primo giorno del mese che significa estate per antonomasia, agosto, in spiaggia con alcuni amici. Intorno alle 18.30 stava finendo la giornata con una nuotata nella porzione di lago davanti alla caserma dei carabinieri, quando alcuni passanti l’hanno vista andare sott’acqua e non riemergere e, allarmati, hanno telefonato ai militari. Dalla caserma è uscito di corsa Michele Iorlano, 38 anni, che ha raggiunto il collega 27enne Alessio Covito, che si stava preparando per entrare in servizio e si era tuffato per salvare la donna che, per un malore, aveva perso conoscenza. Ancora in divisa, Iorlano ha aiutato Covito a trascinarla fuori dall'acqua e, una volta sul bagnasciuga, la 76enne è stata rianimata con l'aiuto di un bagnante.
Nella foga di scavalcare la ringhiera che dalla strada porta verso la riva del Sebino, il carabiniere Iorlano si è anche ferito a una mano, ma è riuscito comunque a tirare la donna fuori dall’acqua e a iniziare le manovre di rianimazione. A guidare i due carabinieri al telefono nei soccorsi c’era un operatore del 118, che nel frattempo si era attivato con l’elisoccorso, un’automedica e un’ambulanza, inviati sul posto. La donna è stata rianimata con il defibrillatore della caserma e all’arrivo dei sanitari è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Poliambulanza di Brescia.
A cose fatte, Iorlano è stato portato in ospedale a Lovere per accertamenti. «I carabinieri hanno fatto quello che ogni collega avrebbe fatto — ha commentato il comandante dei carabinieri di Clusone, Maurizio Guadalupi, a cui fa capo la caserma di Tavernola —. Il ruolo dell’Arma è proteggere la comunità». (FONTE CDS)
