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Arrestati due soggetti protagonisti di una violenta aggressione e di una strenua resistenza nei confronti dei militari operanti

Negli ultimi giorni la cronaca romana ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica un episodio di particolare gravità, verificatosi nel quadrante est della Capitale, dove un intervento dell’Arma dei Carabinieri ha consentito di arrestare due soggetti protagonisti di una violenta aggressione e di una strenua resistenza nei confronti dei militari operanti.
Se da un lato il fatto ha già trovato spazio nell’informazione locale, dall’altro riteniamo doveroso soffermare l’attenzione su un particolare che, a giudizio del SIULCC, merita di essere evidenziato quale esempio concreto di professionalità, preparazione operativa e straordinaria lucidità.
Dalla documentazione di servizio emerge infatti che un militare dell’Autodrappello del Comando Generale dell’Arma App. Rolando Orlacchio, mentre era impegnato nel servizio di trasporto del personale, notava un equipaggio territoriale in evidente difficoltà, coinvolto in una violenta colluttazione con due individui particolarmente aggressivi.
In quei pochi istanti, nei quali ogni decisione avrebbe potuto determinare conseguenze irreparabili, il militare non si lasciava guidare dall’impulso di intervenire immediatamente, ma dimostrava una notevole capacità di valutazione della situazione. La sua prima preoccupazione era infatti quella di arrestare il mezzo, chiudere prontamente le portiere dell’autobus e mettere in completa sicurezza i passeggeri trasportati.
Una scelta apparentemente semplice, ma che rappresenta invece il momento di maggiore rilevanza dell’intera vicenda. Garantendo l’immediata chiusura del mezzo, il militare impediva infatti qualsiasi possibilità che i soggetti coinvolti nella colluttazione potessero accedere all’interno dell’autobus, esponendo a rischio i passeggeri o impossessandosi del veicolo per aggravare ulteriormente una situazione già estremamente critica.
Soltanto dopo aver eliminato ogni possibile pericolo per i civili affidati alla sua responsabilità, il Carabiniere decideva di intervenire in supporto dei colleghi, riuscendo a bloccare uno degli aggressori e continuando l’azione anche dopo aver ricevuto un violento calcio al volto che gli provocava un trauma cranico. Nonostante il colpo subito, manteneva il controllo dell’individuo fino al definitivo contenimento da parte del restante personale operante.
Il SIULCC ritiene che episodi come questo rappresentino l’essenza del servizio svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Dietro ogni intervento non vi sono soltanto coraggio e spirito di sacrificio, ma anche preparazione, capacità decisionale e una lucidità operativa che consente di individuare, anche nei momenti più concitati, le priorità assolute: salvaguardare la vita delle persone e garantire la sicurezza collettiva.
Il comportamento tenuto dal militare costituisce un esempio di elevatissimo valore professionale. La scelta di mettere dapprima in sicurezza i passeggeri e il mezzo militare e solo successivamente intervenire nella colluttazione dimostra equilibrio, senso del dovere e piena aderenza ai principi che ispirano il servizio nell’Arma.
Per tali ragioni, il SIULCC auspica che una condotta tanto esemplare trovi il giusto riconoscimento nelle sedi competenti, affinché venga valorizzata non soltanto quale gesto di coraggio, ma quale modello di professionalità, responsabilità e dedizione al servizio della collettività.

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